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23 maggio 2006
Nuovo blog: opposizione liberaldemocratica
Questo blog chiude. Ringrazio tutti coloro (e sono tanti) che in questo periodo sono venuti a trovarmi.
Chi vuole continuare a leggere le mie riflessioni può farlo visitando il mio nuovo blog. Si chiama opposizione liberaldemocratica e si trova a questo link:
Opposizione LiberalDemocratica
Buona lettura a tutti.
| inviato da il 23/5/2006 alle 8:25 | |
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18 maggio 2006
La noia al Governo
Oggi mi sono divertito, ho visto la diretta del "discorso" di Prodi al Senato in mezzo a tre colleghi che hanno votato per l'Unione. I tre erano già stremati dalla lunga lista dei ministri e dalla pletora dei 72 sottosegretari e dall'esiguità delle donne nell'esecutivo, ma per loro è arrivato il colpo di grazia con il discorso di Prodi.
Alla fine si sono guardati e si sono detti: "Meno male che ha finito".
Questo governo non mi piace e il suo premier è noioso.
Però ha ragione su una cosa, l'Italia è un Paese unito. Vuole cambiare premier, di già.
| inviato da il 18/5/2006 alle 19:50 | |
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11 maggio 2006
Grandi i nostri grandi elettori
Ieri mi sono sentito orgoglioso di aver votato centrodestra. Mi aspettavo un risultato diverso dalla quarta votazione. Avevo pronosticato che il presidente Napolitano sarebbe stato eletto con almeno 600 voti. Per fortuna mi sono sbagliato.
I miei calcoli si basavano sul fatto che l'Udc e in parte An si erano dette disponibili a votare Naplitano e temevo che nel segreto dell'urna molti dei grandi elettori della Casa delle Libertà avrebbero ceduto alal tentazione di appoggiare un eccellente personaggio politico e istituzionale come Giorgio Napolitano.
Invece a passo di carica e come - uso la definizione di un rosicone Romano Prodi - bersaglieri i nostri deputati e senatori hanno votato scheda bianca.
Si sono dimostrati grandi ai nostri occhi e dei temibili avversari agli occhi dell'altra parte. Infatti nel campo avverso speravano che la Cdl si spaccasse e che Berlusconi perdesse la propria leadership. Invece tutti hanno votato scheda bianca.
Sulla carta Napolitano aveva 541 voti, è stato eletto con due voti in più (Tabacci e Follini hanno dichiarato di aver votato per lui).
La Casa delle Libertà esce rafforzata da questo episodio e sarà difficile spaccarla, la quasi maggioranza di centrosinistra ha occupato tutte le cariche istituzionali e adesso è di fronte alla formazione del nuovo governo (a proposito chi sa perché ieri sera Mastella era incazz... nero da Vespa?). Ma una cosa ha capito ieri l'Unione: deve fare i conti con una opposizione forte e unita, che ha un solo leader. Si chiama Silvio Berlusconi, che ha deciso di rimanere saldamente in campo.
Ne vedremo delle belle.
| inviato da il 11/5/2006 alle 8:1 | |
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10 maggio 2006
Oggi è il giorno di Napolitano?
Avrei voluto parlare di Quirinale soltanto alla fine di queste giornate di grande confusione, dove una scheda bianca può assumere significati diversi a seconda di chi la deposita nell'urna. Giornate in cui i due schieramenti si dividono tra loro e al loro interno. Momenti di tensione fuori e dentro il Parlamento.
Oggi tutti dicono che sarà il giorno di Giorgio Napolitano, tuttavia nell'Unione c'è qualcuno che spera che non lo sia e qualcuno che teme una quarantina di franchi tiratori che potrebbero impallinare la cnadidatura del senatore a vita.
Se i franchi o i franceschi tiratori fossero sufficienti a non far raggiungere il quorum previsto per oggi (506 voti) allora si rimetterebbe in moto tutto il complicato processo di mediazione e di contatti all'interno e tra i poli. E forse potrebbe spuntare di nuovo fuori la candidatura D'Alema, oppure - molto più probabilmente - il presidente del Senato potrebbe fare il sacrificio di rendersi disponibile come candidato di ampia parte dei grandi elettori.
Dobbiamo aspettare poche ore e avremo l'ardua sentenza, sperando di non essere sommersi di nuovo da votazioni con oltre 700 schede bianche.
| inviato da il 10/5/2006 alle 8:8 | |
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7 maggio 2006
Non parliamo soltanto del Quirinale, tra poco meno di un mese si va a votare.
A Roma dobbiamo impegnarci per battere Veltroni.

Clicca sull'immagine per visitare il sito del nostro candidato a SIndaco!
| inviato da il 7/5/2006 alle 19:29 | |
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1 maggio 2006
Alla fine Massimo D'Alema non sarà ministro degli Esteri. Per lui è previsto il colle, quello più alto, quello con la C maiuscola.
Ormai Romano Prodi smentisce se stesso (aveva promesso di essere il presidente di tutti) e nella folle corsa a formare il suo governo cerca di dissotterrare tutte le mine che potrebbero far saltare la sua fragile coalizione.
Le scelte di oggi sono motivate, infatti, da quanto è successo anni fa, precisamente nel 1998, quando Bertinotti, Marini e D'Alema, con tempi e motivazioni diverse, chiusero la breve esperienza del Professore a Palazzo Chigi.
Se si osserva bene i primi due sono stati "sistemati" in ruoli istituzionali dai quali non dovrebbero più nuocere al Professore, anzi dovrebbero garantire un appoggio parlamentare alle scelte di Governo.
Rimane l'ultimo "grande traditore" del 1998. Dopo che Prodi - di fatto - gli ha impedito di essere presidente della Camera per Massimo D'Alema si spalanca la via del Quirinale.
Tanto l'Unione i numeri per mandare D'Alema al Quirinale (sulla carta ce li ha), magari ci vorranno 31 scrutini come ai bei tempi della Prima Repubblica (Ciampi grazie a un accordo bipartisan fu eletto al primto turno), ma poco importa.
La linea dell'Unione è chiara: fortificare una debole maggioranza, facendo scelte di parte. Infischiandosene della metà del Paese (me compreso) che non l'ha votata.
Facciano pure, hanno i numeri e mostrino i muscoli. In ben altre e più difficili condizioni i moderati hanno vinto le elezioni: ad esempio nel 2001, allora al Quirinale sedeva un uomo sicuramente di parte (del resto il senatore Scalfaro non si è smentito nemmeno in questi giorni), la Rai era occupata e guidata da un presidente girotondino (oggi siede nei banchi della sinistra), l'Italia usciva da cinque anni di governo di sinistra.
Governino per quanto ce la fanno, e se a loro serve occupino il potere, si dividano le poltrone, le sedie e gli sgabelli. Così facendo aumenteranno soltanto la loro agonia, ma - purtroppo - anche quella del Paese.
| inviato da il 1/5/2006 alle 7:58 | |
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30 aprile 2006
Voti cifrati, ecco come l'Unione ha conquistato il Senato
Alla quinta scheda scrutinata ho capito che nella terza votazione l'Unione avrebbe centrato il quorum per eleggere il suo candidato.
Ho prestato attenzione a come erano scritti i nomi nelle schede: "Franco Marini", "Marini Franco" - fin qui niente di strano - "Marini senatore Franco" e "senatore Franco Marini".
Non è un caso che le quattro diciture si sono alternate nelle preferenze all'esponente dell'Unione, infatti la traballante maggioranza del Senato ha dovuto ricorrere a vecchi metodi di controllo dei voti elettorali.
I senatori sono stati divisi a gruppi (magari per appartenenza politica): ai senatori dell'Udeur e dei gruppi minori si è detto che dovevano votare, per esempio, "Marini senatore Franco", quelli della Margherita, sempre per esempio, dovevano votare "senatore Franco Marini", i senatori diessini "Marini Franco" e - sempre per esempio - infine tutti gli altri (senatori a vita e senatori eletti all'estero) "Franco Marini".
In questo modo si aggira il segreto dell'urna e si fanno venire allo scoperto i "franceschi tiratori".
Per carità, non c'è nulla di male (ripeto, sono vecchie tecniche di controllo delle prefernze). Però questa è ancora una ulteriore dimostrazione di come sarà dura e difficile la vita al Senato per la risicata maggioranza dell'Unione.
La vita del Senato non sarà certo monotona...
| inviato da il 30/4/2006 alle 9:1 | |
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28 aprile 2006
I franceschi tiratori dell'Unione
Siamo quasi alle 23 e ancora non sappiamo se la disUnione riuscirà ad eleggere Franco Marini allo scranno più alto di Palazzo Madama.
Una cosa è stata chiarita dall'incredibile e paradossale giornata di oggi: al Senato ci sarà da divertirsi. E anche molto.
L'obiettivo del centrosinistra era chiaro: serrare le fila e far eleggere l'ex segretario della Cisl al primo turno centrando l'obiettivo dei 162 voti. E invece il buon Franco si è fermato a quota 157. Dimostrando di non avere la maggioranza del Senato e di non essere compatta.
Schede bianche e assolutamente stravaganti (dal voto per "Franco Mariti" a quello per "Franco Marino") hanno messo in fibrillazione la pseudomaggioranza.
La cosa più incredibile è arrivata qualche ora dopo. Alle 19.45 il senatore Scalfaro dichiara annullata la votazione perché non si raggiunge l'accordo su tre schede contestate. Cosa c'è scritto: "Francesco Marini". Da una parte i segretari del centrosinistra tentano di spiegare che Franco e Francesco sono la stessa versione di uno stesso nome, dall'altra documenti alla mano gli esponenti di centrodestra illustrano che Marini è Franco dai documenti dell'anagrafe a quelli parlamentari e di governo.
Sulle agenzie impazzano le ricostruzioni più svariate. I più pensano che questi tre voti siano stati dati dai tre senatori dell'Udeur, altri che siano senatori di Rifondazione.
La battuta migliore è sempre quella di Andreotti, che seduto imperturbabile nel suo scanno di Palazzo Madama dice: "Marini è stato colpito dai franceschi tiratori".
| inviato da il 28/4/2006 alle 22:49 | |
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22 aprile 2006
Evviva Andreotti
Sono molto contento che il centrodestra abbia deciso di contattare il senatore Andreotti per offrirgli la candidatura a presidente del Senato.
Trovo questa scelta saggia e coraggiosa.
Speriamo che il centrosinistra smetta di litigare e di offrire al Paese uno spettacolo da suk sulle candidature alle cariche istituzionali e scelga di accogliere la candidatura di Andreotti come bipartisan e di garanzia per quel Senato praticamente spaccato a metà per numero di seggi (e di maggioranza di centrodestra per numero di voti).
Forse non sarà così: vorranno insistere con un candidato della Margherita (del resto il loro "manuale Cencelli" sulle cariche istituzionale prevede Montecitorio a Rifondazione, Palazzo Madama alla Margherita, il Quirinale ai Ds), un braccio di ferro che potrebbe portare a soluzioni meno condivise e sicuramente politicamente strane. Potrebbe uscire anche Mastella come presidente del Senato...
Speriamo di no. Io tifo per Giulio Andreotti.
| inviato da il 22/4/2006 alle 11:23 | |
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18 aprile 2006
Politica estera, dalla pacca sulle spalle al calcio nel c...
Ci sarà di che divertirsi, siamo appena all'inizio e il governo delle sinistre è lontano.
Eppure mi viene da sorridere nel ripensare a quanto affermavano i vari esponenti dell'Unione in campagna elettorale sulla politica estera del Governo Berlusconi. Le loro lamentele si possono sintetizzare in un'unica frase: "Basta con la politica delle pacche sulle spalle". E prevedevano una politica estera seria e responsabile.
Abbiamo visto che cosa è successo. Bush e Putin non hanno nemmeno chiamato Prodi, i giornali internazionali tanto osannati dalla sinistra dicono che si rischia addirittura l'uscita dall'euro se Prodi applicherà le sue riforme.
Forse era meglio la politica delle pacche sulle spalle, adesso siamo passati a quella del calcio nel c...
| inviato da il 18/4/2006 alle 8:25 | |
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